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Il Ministro Renato Brunetta ha annunciato di voler attuare un maxi piano di reclutamento che nel giro di pochi mesi porterà al reclutamento di circa 125 mila dipendenti pubblici. Si ricorderà delle persone disabili?

 Il Ministro Renato Brunetta ha annunciato di voler attuare un maxi piano di reclutamento che nel giro di pochi mesi porterà al reclutamento di circa 125 mila dipendenti pubblici. Si ricorderà delle persone disabili?

ANDEL ricorda che Il Decreto Legislativo 75/2017 ha dedicato un intero Capo (il V) al lavoro delle persone disabili presso la PA, attraverso 3 azioni rilevanti:

  1. Ha istituito la Consulta nazionale per l’integrazione in ambiente di lavoro delle persone con disabilità, attribuendole importanti funzioni, soprattutto in termini di proposta e di verifica della corretta applicazione delle norme in materia di inserimento lavorativo delle persone con disabilità (legge 12 marzo 1999, n. 68).
  1. Ha creato la nuova figura del Responsabile dei processi di inserimento delle persone con disabilità (obbligatorio per tutte le amministrazioni con più di 200 dipendenti.
  1. Ha disciplinato con accuratezza il monitoraggio sull’applicazione della legge 12 marzo 1999, n. 68 nelle PPAA e la raccolta di una serie di informazioni che dovrebbero essere raccolte nell’ambito della “banca dati delle politiche attive e passive” (articolo 8 del decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76).

A distanza di quattro anni dall’emanazione di questa importante normativa, vorremmo che il Governo verificasse cosa si è fatto (a parte la Costituzione della Consulta, avvenuta nel febbraio 2018).

In particolare sarebbe opportuno verificare:

  • in che termini si è data applicazione alle norme sul monitoraggio dell’assolvimento degli obblighi, pianificazione delle azioni di inclusione, sui controlli e sulla applicazione di sanzioni;
  • perché rimangono in gran parte inattuate tutte le norme relative alla digitalizzazione (a partire da quelle che avevano istituito la “banca dati delle politiche attive e passive”.

Auspichiamo inoltre che il Ministro Brunetta – prendendo atto che l’Italia presenta uno dei più bassi tassi di occupazione delle persone disabili fra tutti i paesi UE e che le PPAA presentano indici molto alti di inadempimento degli obblighi di legge – prendesse un’iniziativa in occasione di questa complessa azione di sblocco dei concorsi. Ad esempio, una circolare ad hoc in materia di inclusione lavorativa delle persone disabili, rivolta a tutta la funzione pubblica affinché sia data concreta attuazione al diritto delle persone disabili di partecipare, in condizioni di parità sostanziale ai concorsi per l’accesso al pubblico impiego).

Anche il Parlamento potrebbe fare molto, introducendo – ad esempio – una innovazione normativa che, all’indomani della crisi pandemica, favorisca l’assunzione delle categorie di disabili oggi maggiormente penalizzate, dalla stessa legge 68/1999: i disabili psichici e intellettivi che comunque mantengono capacità lavorative residue sufficienti alla integrazione in molte mansioni nei ranghi della PA e i quali, se non esclusi al momento stesso del concorso e se adeguatamente “accompagnati” alla attività lavorativa, possono svolgere con diligenza e senso di responsabilità un ruolo attivo e addirittura esemplare in svariati contesti lavorativi.

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